Philip Dick è uno degli scrittori di fantascienza più influenti del nostro secolo e uno dei più importanti scrittori contemporanei della letteratura americana. Fra i suoi romanzi più famosi ci sono The Man in the High Castle (da cui è tratta la serie tv Prime omonima) e Ubik, ma anche Do the Androids Dream of Electric Sheeps?, del 1968, dal quale Ridley Scott ha tratto il film Blade Runner. Ecco qualche curiosità sulla vita di questo autore fuori dagli schemi.

#1 Ha iniziato a scrivere fantascienza per caso

Philip Dick è forse il più noto scrittore di fantascienza. Non tutti sanno che si è avvicinato a questo genere – di cui è stato riconosciuto uno dei massimi esponenti – all’età di 12 anni, nel 1949, quando comprò per errore “Stirring Science Fiction”, una rivista di racconti e notizie fantascientifiche, al posto di “Popular Science”, una rivista di divulgazione scientifica. 

Frame dal film “Blade Runner”
#2 La madre di Dick era nevrotica e possessiva

Così come la madre del buon vecchio H.P. Lovecraft, il celebre scrittore dell’orrore, anche la madre di Dick era una donna paranoica. Divorziò presto dal marito e crebbe il figlio Philip da sola: lo scrittore fu infatti affetto per tutta la vita da asma, ansia, agorafobia e un controverso e contraddittorio rapporto col genere femminile. Il suo primo matrimonio infatti fu celebrato alla fine delle scuole superiori, poi i due divorziarono dopo soli sei mesi e non si incontrarono mai più. Si sposò altre tre volte.

#3 Da giovane veniva pedinato dall’FBI

Durante gli anni dell’università era così impegnato politicamente – si schierava contro la destra maccartista e all’iniziativa americana in Corea – che l’FBI aveva iniziato a controllare sempre con più attenzione i suoi spostamenti e la sua vita. Gli agenti lo seguivano in università e perfino a casa, (come il padre di Matilda Sei Mitica!) Proprio a causa del suo impegno politico non portò a termine gli studi in filosofia, ma in compenso instaurò una grande amicizia con gli agenti FBI che controllavano la sua vita. 

#4 Faceva uso di droghe e farmaci

Il ritmo forsennato con cui scriveva (circa 60 pagine al giorno!) gli causò non pochi problemi di salute, che lo portarono ad assumere grandi quantità di medicinali e anche anfetamine. Il quarto matrimonio con una donna schizofrenica lo portò ancora più verso il baratro della depressione, della droga e della paranoia. 

 #5 Morì scrivendo

Morì per un infarto, probabilmente causato dal mix dello sforzo psicofisico dovuto ai ritmi serrati della sua vita letteraria e dalla droga, mentre scriveva un nuovo romanzo, “The Owl in Daylight” nel 1982. 

Philip Dick si è affermato nel panorama dei più notevoli scrittori fantascientifici dopo la sua morte, e i suoi libri hanno raggiunto tutto il mondo con le loro tematiche pessimistiche e filosofiche, i personaggi sintetici e irreali e i confronti fra occulto e reale. 

Voi avete mai visto il film Blade Runner (basato sul romanzo di Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”) o avete mai letto un suo libro?