Sin da quando era bambino, aveva sempre riscosso un discreto successo con le donne, forse grazie ai suoi occhi chiari e luminosi. Tutte rimanevano incantate da lui e gli sorridevano immediatamente: a lui bastava qualche parola dolce ed in men che non si dica erano conquistate. Lui però alla fine aveva scelto una donna e non era trascorso molto tempo fra il loro primo bacio ed il matrimonio.

La donna sdraiata al suo fianco ora, nel lettone di casa, era di un’indicibile bellezza.

La testa sul cuscino, aveva i capelli biondi e lunghi che le incorniciavano il viso come la criniera di un leone. Avevano appena finito di fare l’amore ed ora riprendevano fiato, sdraiati sopra al lenzuolo madido di sudore. Lei si girava e rigirava, quasi cercasse di avere nuovamente attenzioni da lui, che invece guardava prima le punte dei suoi piedi e poi la porta della stanza, alternativamente. I due, nudi, giacevano a pancia in su a qualche palmo l’uno dall’altra fissando il soffitto, senza parlarsi. D’un tratto, lei prese a giocherellare con le dita sulla pancia di lui in modo malizioso. Lui tornò in sè, si voltò per guardarla ed i suoi occhi luminosi incrociarono lo sguardo di lei. Le sorrise e si abbassò per baciarla sulla fronte ed in men che non si dica ricominciarono a fare l’amore. Non appena ebbero finito, tornarono nella posizione di prima, a qualche palmo l’uno dall’altro, senza sfiorarsi.

“Sai” disse lui, guardando ancora una volta la porta della camera “credo di avere una macchia, all’altezza dello scroto… non ridere, dai! L’ho vista ieri! È rossa, magari ho qualcosa di grave e… dai, smetti di ridere!”

“Fammi dare un’occhiata” rispose lei che era anche la sua dottoressa, fra un risolino e l’altro. “Non è che siccome ti ho trovato una macchia all’ultimo esame, ora sei pieno, non essere infantile!”

“Sono serio, l’ho vista…”

“Dai girati!” Esclamò lei, risoluta.

Lui si mise a quattro zampe e inarcò la schiena come fanno i gatti arrabbiati; lei, in piedi sul letto, abbassó la testa per guardare sotto, come fanno i meccanici con le auto che non funzionano più.

Quando la moglie di lui – in anticipo – entrò dalla porta, nella stanza della camera da letto di casa propria, fu in quella posizione che trovò suo marito e la loro dottoressa. Il marito alzò gli occhi e vide sua moglie, paonazza per la collera. Si alzò in fretta e allontanò la dottoressa con un involontario tallone sul naso, proprio mentre lei diceva: “io non vedo niente…”. Indossò più velocemente che potè i jeans e la maglia, lanciò alla dottoressa gli abiti per dirle che era meglio rivestirsi e cercò la moglie per la casa. Quando la trovò, era in cucina. Lo aspettava con una grossa padella da bistecca fra le mani, come una giocatrice di baseball. Il fornello era ancora acceso: aveva scaldato la padella sul fuoco. Lui, con le mani alzate, si avvicinò a lei lentamente, come quei poliziotti che nei film cercano di disarmare i criminali. “Tesoro…” fece in tempo a dire, poco prima che lei gli stampasse sul volto le linee infuocate della padella da grill. Lui ebbe giusto il tempo di sentire sul viso il calore dell’acciaio, poi cadde a terra svenuto.

Qualche settimana dopo, al bar, rideva e scherzava con gli amici. Lanciava occhiate alle donne sedute ai tavoli accanto ma i suoi occhi avevano perso fascino ora che uno era semichiuso da una cicatrice. Non osava raccontare a nessuno ciò che gli era accaduto e quando qualcuno provava a chiederlo, lui cambiava immediatamente discorso così che la gente aveva presto capito che qualunque tentativo di saziare la propria curiosità era inutile. Seduta ad uno sgabello di fronte al banco, la dottoressa, con molte ciocche bionde in meno sulla testa che un tempo ricordava quella di un leone, beveva vino rosso ed evitava di incrociare lo sguardo di lui. Egli non si era accorto infatti, della presenza della dottoressa, con la quale naturalmente aveva smesso di vedersi. D’altro canto lei non aveva certo dimenticato e anche se lui non lo sapeva, lei si era vendicata di quella brutta storia: da tempo ormai aveva sbandierato a tutti il racconto di quell’episodio, specie agli amici di lui, e qualche volta andava al bar solo per sentire cosa diceva la gente. Erano in molti a farsi beffe di lui e parlavano sempre di “quel disgraziato dell’uomo padella”, perchè per la verità un tradimento lascia sempre dei segni e l’uomo padella ne era la testimonianza vivente.

 

Dì la tua!