LA TRAMA

Sotto ad un’enorme cupola di metallo si trova la Terra delle Stagioni, un territorio diviso in 4 sezioni in cui le stagioni sono perenni: Sezione Estate, Sezione Autunno, Sezione Inverno e Sezione Primavera.

Madeleine vive nella Sezione Estate. Ogni giorno si somiglia nella Fabbrica in cui lavora, tranne il Terzo Giorno, quando le Lavoratrici sono chiamate a svolgere un servizio per i Generali che le controllano. Gli abitanti delle diverse Sezioni sono sorvegliati tutto il giorno con telecamere e guardie in divisa e soprattutto non si conoscono fra loro. Nella Terra delle Stagioni non è permesso coltivare passioni o amicizie, ma Madeleine non è disposta a rinunciare alla libertà e desidera fuggire. Alla ricerca della propria identità, Madeleine esplorerà la Terra delle Stagioni, scoprendone gli inquietanti abitanti e i pericolosi scopi dei Generali della Primavera.

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LA GENESI

La scrittura possiede gli scrittori, così come l’ispirazione prende il sopravvento su pianisti e pittori. Ed è un’esperienza meravigliosa.

Sono Charlie Foo, e sono l’autrice di Seasons. Nel 2016 sono stata alcuni mesi in Francia, mentre studiavo letterature straniere in Università. Era stato dichiarato lo Stato d’Emergenza, ed è lì che tutto è nato. 

Si è trattato di un periodo particolare: poco tempo prima l’attacco terroristico al Bataclan di Parigi aveva lasciato i francesi impauriti e allarmati e il governo francese aveva dichiarato da qualche tempo lo stato d’emergenza. I giovani francesi erano in subbuglio, l’ambiente era effervescente e isterico.

A Poitiers, dove ho vissuto quei mesi indimenticabili (una cittadina universitaria di poche anime di cui ho raccontato qui), il clima era meno teso rispetto alla capitale ma ricordo che prima di entrare in biblioteca venivamo perquisiti da agenti armati… E siccome alcuni mesi prima avevo letto su internet che il genere distopico era uno dei generi più difficili cui dedicarsi, e da un po’ cercavo idee per sperimentare quel genere, l’elettricità della Francia è stata il terreno fertile per la mia distopia.

Un lunedì d’inverno a Poitiers, camminando per il centro, sono stata folgorata da un’idea e d’un tratto nella mia mente era tutto chiaro. Era la trama di Seasons. Sono stata abbagliata dall’ispirazione e se qualcuno di voi è anche scrittore, sa che quando un’idea è buona, deve essere buttata su carta immediatamente o andrà persa.

Quella mattina sono tornata a casa in bus il più in fretta possibile. Mi sono messa a scrivere per ore, travolta dalla trance creativa, e ne sono scaturiti i primi 4 capitoli del mio libro. Nel pomeriggio sono uscita per prendere una boccata d’aria: non riuscivo a trovare un nome per la mia protagonista. Sono stata un po’ in giro, poi ho guardato la fermata dell’autobus e BAM, il nome era lì: la fermata si chiamava Porte Madeleine. Naturalmente la mia protagonista si è subito chiamata Madeleine e grazie a quel nome sono arrivati tutti i riferimenti a Proust e al suo dolce della memoria della Ricerca del  tempo perduto.

Sono stata molto fortunata con i tempi: era la settimana della letteratura a Poitiers e i corsi in università si interrompevano fino al venerdì per ospitare alcuni eventi letterari, dunque non avevo lezione. Era lunedì.

Mi sono chiusa in casa per una settimana. A pranzo uscivo dalla mia stanza e andavo a farmi dei toast in cucina per poi tornare a chiudermi in camera per scrivere. Fra lunedì e venerdì, tutta la storia ha preso forma, come una montagna nata improvvisamente in una pianura verdeggiante. Naturalmente le stanze in cui Madeleine si muoveva erano molto simili alla mia, in cui mi ero reclusa, ed alcuni dettagli erano identici, come le tende rosse della Stanza del Terzo Giorno: le tende della mia stanza.

Scrivere Seasons è stata una delle esperienze più straordinarie della mia vita e un’avventura perfino per me che scrivevo la storia in preda ad una febbre improvvisa. I personaggi si muovevano al di là della mia volontà, la storia prendeva forma e cambiava strada, la cupola, le Madri, tutti e tutto si costruivano al di fuori del mio controllo.

La pubblicazione è arrivata l’anno dopo, inaspettatamente. Non pensavo che una casa editrice avrebbe mai preso in considerazione qualcuno dei miei testi. Invece il romanzo ha visto la luce nell’estate del 2017 e ha lasciato colpiti tutti i lettori. Nell’estate 2018 ho fatto il giro dell’Italia per le presentazioni e il feedback dei lettori è sempre stato veloce e forte. Qualcuno è venuto a cercarmi di persona per parlarne, dopo averlo letto. Qualcuno mi ha scritto sui social, qualcuno mi ha chiesto un seguito. Ho chiarito tutti i dubbi fin dove ho potuto, ma non sempre ho saputo cosa rispondere a chi voleva saperne di più poiché spesso i personaggi hanno fatto scelte arbitrarie, sulle quali non ho avuto controllo. Come quando Madeleine si mette a correre all’improvviso, senza togliersi le scarpe col tacco, e solo dopo aver trovato la salvezza, si ricorda di toglierle. Non sono stata io a deciderlo. Lei si è messa a correre e io non ho potuto avvisarla che forse avrebbe fatto meglio a togliersi le scarpe col tacco prima di correre, per soffrire di meno. Durante quell’intensa settimana in quell’appartamento di Poitiers, Madeleine è stata per me un’amica e un alter ego e ho scelto di lasciarla libera di scegliere cosa fare, o forse, più semplicemente, Madeleine, la protagonista irrequieta, fragile e potente allo stesso tempo,  la libertà se l’è presa, affrancandosi perfino dalla sua creatrice.

Che apprezziate o meno il genere distopico, penso che Seasons abbia molto da dare a tutti. Seasons è una denuncia agli aspetti più estremi del capitalismo e allo stesso tempo la metafora della vita di ognuno di noi,
Le tematiche sono estremamente attuali: ecologia, ricerca di un’identità, sessismo, fuga dalla realtà e misoginia. La lettura tuttavia è molto scorrevole, lo stile veloce, e rispecchia la rapidità con cui è stata scritta la storia, in quella settimana ispirata nella cittadina di Poitiers. Il mio augurio è che questo libro riesca a trasmettere l’importanza di questi temi attraverso il racconto di un’avventura travolgente… ma non sta a me giudicare se il mio compito sia riuscito o meno. Per questo attendo con ansia i vostri commenti.

Buona lettura, un abbraccio, Charlie Foo.

PS. Per saperne di più ascolta il podcast della prima presentazione di Seasons a Roma, l’1 luglio 2018, qui.