Testo di Michela Feniello

Respirare è un verbo che racchiude in sé una moltitudine di azioni, sensazioni e persino sentimenti. Spesso si sottovaluta perché si dà per scontato. Tante persone lo sprecano fumando senza pensare, un solo istante, all’importanza del respiro. Cosa significa riuscire a respirare in modo libero e senza ostacoli per una persona che ogni giorno lotta per un respiro in più? Luisa questa libertà non ce l’ha più anzi non l’ha mai avuta essendo nata con una malattia respiratoria degenerativa. La libertà di correre senza aver il cosiddetto “fiato corto”; libertà di essere come i suoi coetanei; libertà di non dipendere da una macchina; dai continui day hospital e ricoveri; libera dai “saltelli” della saturazione. Tutto questo solo per un respiro in più. Cosa farebbe Luisa se solo avesse conosciuto la vita normale? L’avrebbe rispettata. Avrebbe fatto della sua vita un capolavoro. Non ha potuto scegliere. La vita ha scelto per lei, ha deciso di essere diversa ma nonostante tutto bella…infatti Luisa crede che la sua vita sia bella a prescindere dai “nonostante tutto”. Il mare è sinonimo di salvezza per lei. Al mare, riesce a sognare e a dimenticare tutto quello che la vita le ha tolto. Nel mare vede una fonte d’ispirazione. Lei sogna di diventare una ballerina, un’atleta od addirittura un carabiniere ma soprattutto lei sogna di diventare grande. Si, grande perché Luisa ha solo nove anni. Non vuole più essere un pesciolino fuor d’acqua. Non desidera tanto ma solo un Respiro in più. Lei vuole solo poter, un giorno, dire:” ho vinto io…”!!! Un giorno però la stessa vita le volta le spalle, tradendola. La mamma di Luisa riceve una chiamata dal medico, il quale la avvisa dell’arrivo in ospedale dei risultati di alcune analisi e purtroppo i sospetti diventano realtà. Luisa sta male… Trascorre mesi in ospedale e i miglioramenti sono molti lenti se non persino inesistenti. Aumentano i medicinali e tutto sembra drasticamente sprofondare nel baratro. Sembra che infondo al tunnel non ci fosse più luce. Ciò ovviamente causa problemi anche a scuola, rischiando anche la bocciatura. Purtroppo, quando si hanno problemi cosi, gli occhi di bambino devono obbligatoriamente lasciare il posto alla presa di coscienza e all’accettazione del netto peggioramento. Il bambino ingenuo e sognatore diventa un adulto forte, coraggioso e guerriero. I sogni diventano solo dei ricordi lontanissimi, come se appartenessero ad una persona inesistente. Come se le sensazioni che riusciva ad avere prima, ora non riuscisse più a provarle. La sofferenza cambia le persone e Luisa era cambiata. Aveva perso il suo ottimismo, la sua voglia e speranza di tornare a vedere il sole. Un giorno però, lungo la strada di ritorno verso casa, incontrò un anziano signore il quale, le raccontò brevi scorci della sua vita da marinaio. Narrava episodi avvenuti, molti anni prima, al mare. Nell’ascoltare ciò, percepì che qualcosa in lei stava cambiando nuovamente. Chiese al padre di accompagnarla lì, dove aveva sempre sognato e trovato la forza per lottare, proprio in riva al mare. Fu da quel momento che la piccola guerriera di ferro ritornò ad essere quella delicatissima sognatrice e determinata a vincere quella battaglia, persa da tanti prima di lei. Si è vincitori già quando si arriva alla consapevolezza che la vita può essere strana, può farti sentire “diversa” ma è sempre il dono più bello al mondo. Luisa aspetta ancora il cambiamento di salute ma quello interno lo ha avuto. Vive la sua vita diversa con la spensieratezza di una bambina ma con la grinta e caparbietà di una donna.


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