A partire dal giorno in cui i due anziani curiosi avevano iniziato a nutrire il dubbio che i loro vicini fossero in qualche modo ringiovaniti,  non riuscivano più a godersi le proprie vacanze. Iniziarono a passare il proprio tempo a spiare i vicini e cercare quanto di più simile alla verità, riuscissero a scoprire. Incuriositi e invidiosi, i Duroy volevano sapere come avessero fatto i Perou a ringiovanire a quel modo. Una sera, la signora Duroy scostó la tenda della propria stanza con discrezione ed intravide le braccia giovani della signora Perou che lavavano i piatti con rapidità e gesti precisi. La signora Duroy aveva smesso di muoversi con quell’agilità da tempo, tanto che vedere la vicina comportarsi in quel modo le fece venire la nostalgia dei balli che faceva col suo primo marito nel primo dopoguerra. Si agitava tutta e lasciava oscillare i capelli in modo malizioso al ritmo del twist mentre ora faceva fatica a raccogliere una biro caduta per terra. Si allontanò dalla finestra, nostalgica, e si accorse che suo marito aveva il naso incollato all’altra finestra della stanza e sbirciava, anche lui sbalordito, la signora Perou che lavava i piatti. “Ma dai…” disse a se stesso, mentre si allontanava dal vetro ed incrociando lo sguardo con quello della moglie disse con determinazione: “scopriremo come hanno fatto, quant’è vero che mi chiamo Albert!”.

Il signor Duroy aveva iniziato a dormire poco e mangiare anche meno. Era talmente colpito da quel ringiovanimento improvviso che non riusciva a tornare in sè. Voleva da un lato che tutti gli abitanti del paese vedessero alla luce del sole che quei due erano magici, mostruosi, forse demoniaci, ma dall’altro lato sperava segretamente che i Perou dessero a lui ed a sua moglie la miracolosa ricetta della giovinezza poichè, senza tanti giri di parole, sua moglie aveva iniziato a sembrargli una prugna secca e lui rivoleva il proprio vigore e la propria forza. Mentre faceva questi pensieri, stava camminando per il paese in lungo ed in largo e senza che lui avesse il tempo di dire alcunchè, vide il “vecchio” Perou che gli passava davanti, saltando agilmente una pozzanghera che gli ostacolava il cammino. Il signor Duroy rimase a bocca aperta e pensò che a lui, la sera prima, era scivolato dalle mani un bicchiere e non era stato in grado di acchiapparlo al volo per via dei riflessi ormai lenti. Quando tornò a casa, disse alla moglie che aveva comprato un binocolo.

La signora Duroy, da qualche giorno aveva iniziato a fare più movimento, soprattutto faceva delle lunghe passeggiate. Camminava su e giù per il paese, nella speranza che un po’ di sport potesse donarle di nuovo la tonicità di quando era giovane. Certo, l’alluce valgo ed i vari problemi alla schiena non erano d’aiuto ma mentre percorreva le salite del paesello di montagna, pensava che forse il segreto dei Perou fosse da cercare nel movimento fisico e nella dieta sana e equilibrata che i dottori decantavano sempre. Finì per mangiare per giorni solo pomodorini sconditi, insalate e scatolette di tonno, incastrando il marito nello stesso stile di vita, nel tentativo di farlo tornare prestante e radioso come un tempo.

La verità era che i due anziani Duroy, che da anni si erano lasciati andare alle comodità della vecchiaia, erano un po’ sovrappeso e ammorbiditi dal poco sport, e quella loro nuova ossessione per i mistetriosi vicini aveva finito per ringiovanirli veramente. I due, a forza di pomodorini, stavano tornando atletici benchè acciaccati, e su queste basi, la signora Duroy si presentò al marito, in un caldo pomeriggio, stringendo una scala a pioli fra le mani e dichiarando: “e va bene, andiamo a vedere di persona!”.

Dì la tua!