Il mattino seguente, la signora Duroy rientrò dalla passeggiata mattutina con una busta piena di uova, dolcificante, cacao in polvere ed altri gustosi ingredienti per dolci. Disse al marito: “Ho capito cosa dobbiamo fare!”. Il signor Duroy, appostato come ogni giorno dietro alla tenda del salotto, abbassò il binocolo e le chiese: “Cos’hai in mente?”
“Chiediamo loro come hanno fatto!”
“Cosa intendi, cara?”
“Chiediamoglielo di persona!” Continuò lei convinta.
“Ma non possiamo! Come ci presentiamo lì?” Domandò lui, a metà fra l’incertezza e la convinzione che in effetti sua moglie avesse pensato la cosa più semplice e sensata.
“Con una scusa!” Rispose lei sorridendo, e con una mano indicò il sacchetto con il necessario per preparare una torta.

I coniugi Duroy, si vestirono di tutto punto. La signora Duroy si mise il profumo e le scarpe più belle che possedeva, il signor Duroy invece si pettinò e si mise il farfallino. Nel pomeriggio, i due erano fuori dalla porta dei Perou e suonavano il campanello dell’abitazione con stampato sul volto il sorriso ambiguo di chi sta per combinare una marachella. Il signor Duroy aveva sorvegliato i vicini tutta la mattinata per capire quando fosse il momento migliore per trovare i due giovani Perou a casa. La moglie invece aveva sbattuto uova e amalgamato albumi e mascarpone per preparare il miglior tiramisù della sua vita.

Il caldo picchiava ora sulla testa dei due anziani coniugi che stavano suonando il campanello per la quarta volta ormai. Nessuno rispondeva. I due stavano per allontanarsi delusi dalla porta. Il signor Duroy iniziò a borbottare tirando la moglie per una manica e dicendole: “torniamocene a casa”. La signora con il dolce fra le mani esitava. Forse se avessero suonato ancora, qualcuno sarebbe venuto ad aprire. Tuttavia, capì che forse era il momento di lasciar perdere tutta quella storia. D’altronde non aveva portato loro altro che guai. Sì, certo, entrambi si erano dati da fare, si erano impegnati in qualcosa insieme, erano tornati in forma, e si sentivano più legati che mai. “Hai ragione,” disse infine la moglie, “andiamocene!” e si lasciò condurre dal marito lungo il vialetto. D’un tratto sentirono la serratura scattare alle loro spalle. Si voltarono. Di fronte stava in piedi la bella signora Perou. La folta chioma di capelli, riccia e rossa, le ricadeva indisciplinata sulle spalle scoperte, una piccola canottiera aderente ed un pantaloncino, le ricoprivano il corpo snello e liscio e da dietro di lei, la voce giovane del marito domandava: “Chi è tesoro?”.
“I vicini!” Rispose lei con voce cristallina, rivolgendo un largo sorriso agli increduli anziani rimasti senza parole di fronte a lei.