Il mattino seguente, la signora Duroy rientrò dalla passeggiata mattutina con una busta piena di uova, dolcificante, cacao in polvere ed altri gustosi ingredienti per dolci. Disse al marito: ” ho capito cosa dobbiamo fare!”. Il signor Duroy, appostato come ogni giorno dietro alla tenda del salotto, abbassò il binocolo e le chiese: “Cos’hai in mente?”
“Chiediamo loro come hanno fatto!”
“Cosa intendi, cara?”
“Chiediamoglielo, di persona!” Continuò lei convinta.
“Ma non possiamo! Come ci presentiamo lì?” Domandò lui, a metà fra l’incertezza e la convinzione che in effetti sua moglie aveva pensato alla cosa più semplice ma più efficace.
“Con una scusa!” Rispose lei sorridendo, e con una mano indicò il sacchetto con il necessario per preparare una torta.

Nel pomeriggio, i coniugi Duroy, erano fuori dalla porta dei Perou e suonavano il campanello dell’abitazione con stampato sul volto un sorriso falso di chi non sta facendo niente di male. Il signor Duroy li aveva sorvegliati tutta la mattinata per capire quando era il momento migliore per trovare i due giovani Perou a casa, mentre la moglie sbatteva uova e amalgamava albumi e mascarpone per preparare il miglior tiramisù che le fosse mai riuscito. Il caldo picchiava sulla testa dei due anziani coniugi che stavano suonando il campanello per la quarta volta ormai, senza risposta. I due stavano per allontanarsi delusi dalla porta, il signor Duroy borbottando e la signora con il dolce fra le mani, quando sentirono la serratura scattare e si trovarono di fronte la bella signora Perou. La folta chioma di capelli, riccia e rossa, le ricadeva indisciplinata sulle spalle scoperte, una piccola canottiera aderente ed un pantaloncino, le ricoprivano il corpo snello e liscio e da dietro di lei, la voce giovane del marito domandava: “Chi è tesoro?”.
“I vicini!” Rispose lei con voce cristallina, rivolgendo un largo sorriso agli increduli anziani rimasti senza parole di fronte a lei.

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